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Tenuta di Fessina

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Vacanze e peccati di gola in Sicilia

Tra il mare e il vulcano: da Taormina all’Etna, chef e giovani imprenditori rinnovano tradizione culinaria e ospitalità.
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Ph. Grego Giulio

 

Piacevolmente “appanzata”. Le mie giornate alle pendici dell’Etna finiscono così, con me appagata di cibo e buon vino. Dal vulcano più alto d’Europa sino ai fasti di Taormina, è un festival di colori e profumi. Scopro che la viticoltura, passata in una decina d’anni da una manciata di cantine a 160 produttori, è il nuovo tratto forte del territorio. Tra le belle sorprese, c’è la Tenuta di Fessina di Silvia Maestrelli, lady fiorentina che da almeno una decina d’anni ha scelto di essere un’imprenditrice qui quando ancora le cantine si contavano sulle dita della mano. Oggi crea vini da premio come il bianco A’ Puddara all’ombra di un palmeto del Seicento perfettamente ristrutturato, con l’ottima cucina affidata al 24enne Alessandro Maniaci, per la fortuna del palato di chi occupa le sette suite ristrutturate e appena inaugurate. Come spiega Silvia, «sull’Etna non arrivi “per caso”, ci devi venire. Per questo ho voluto una struttura che premi la meraviglia di questo nuovo Chianti».

 

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La Tenuta di Fessina, ai piedi dell’Etna. MICHELE LO GIUDICE

 

A Taormina mi aspettano grandi classici – le granite del Bam Bar, i cannoli della pasticceria D’Amore – e nuovi protagonisti. Il giovane imprenditore “normanno” Thomas Siragò, che cura con passione il suo Bistrot Médousa, una chicca nel giardino-oasi della casa di famiglia che propone un menu curatissimo e leggero a tema “med”, preparato nella cucina a vista. Se poi si vuole estendere il soggiorno, al Mèdousa sono anche disponibili una manciata di camere al pianterreno, con il plus di una veranda aperta su ibiscus e palmette. Il tocco d’alta gastronomia a Taormina va in scena invece al Belmond Grand Hotel Timeo, con lo chef Roberto Toro, cresciuto alla scuola di Ducasse e René Redzepi, che nel nuovo ristorante Otto Geleng dell’hotel – aperto solo per pochi e ospitato su una terrazza dalla vista mozzafiato – gioca con le mille e una specialità isolane: mele dell’Etna, mandorle d’Avola, capperi delle Eolie. E trova il modo di trasformare i tubettini di pasta in una pietanza gioiosamente cocooning.

Sanno di incantesimo i cocktail del Morgana, il regno di Guido Spinello e Christian Sciglio. I due giovani cugini sicuramente sono tra i protagonisti della new wave all’ombra del vulcano, fin da quando hanno aperto il loro lounge bar, un locale che attira clientela da tutto il mondo ma che, soprattutto, trasmette un’energia e un’atmosfera uniche. Entrambi grandi viaggiatori, i due riportano da New York o Amsterdam nuove idee e dinamismo a ogni stagione, rinnovando ogni volta la formula e persino gli arredi del Morgana. Senza tradirne l’essenza: i cocktail di Christian rimangono infatti esperienze sensoriali di pura sicilianità, «Etna e mare sono sempre alla base della nostra ispirazione», di­ce Christian, «ma posso contare anche sapori unici, su un territorio che riesce a fornirmi persino maracuja e mango locali, e che nulla invidiano ai tropici». Spesso Sciglio dedica i suoi mix creativi a personaggi come Michael Roberts, l’amico fotografo di moda che ha illustrato la loro lista (oltre che alle copertine del New Yorker!), facendone un meraviglioso souvenir del desiderio. Solo una delle tante iniziative che imbastiscono con gli amici promoter di Sicily Lifestyle, per dare a Taormina l’aura speciale che merita.

 

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Il Lounge bar Morgana a Taormina. Courtesy Morgana

 

Fonte: https://www.marieclaire.com/it/lifestyle/a24471263/vacanze-e-cibo-in-sicilia/

Credit: Marina Moretti